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Donne organizzate per la costruzione di una società della pace.

Colombia

Dati dell'iniziativa: 2013/2017

Costo totale dell'iniziativa

€ 825.600,0
Suddivisi in
  • Prestiti -
  • Donazioni € 825.600,0

Dati finanziari aggiornati al 9.11.2015

Status

50 Completato
50%

Colombia


Luogo

Colombia: Dipartimenti di Chocò, Cauca, Valle del Cauca e Sucre.

Galleria foto

Nel 2012 hanno preso avvio a La Habana i negoziati per la soluzione politica della guerra tra il governo colombiano e le FARC – EP, la principale guerriglia colombiana. Il progetto Donne organizzate per la costruzione di una società della Pace (DOCP) vuole sostenere e consolidare il processo di Pace attraverso la promozione di una maggiore partecipazione femminile al governo dei territori. Le attività si sviluppano seguendo due linee d’intervento complementari: una formativa e una di partecipazione attiva alle politiche pubbliche dei territori. Le azioni si svolgono in quattro territori dove la guerra colombiana è particolarmente intensa: Chocò, Cauca, Valle del Cauca e Sucre. Le beneficiarie dirette del progetto sono 420 donne che fanno parte delle organizzazioni sociali locali. Attraverso la formazione e il rafforzamento delle capacità delle beneficiarie si consoliderà il ruolo delle organizzazioni locali. I beneficiari indiretti saranno circa 20.000 persone che appartengono alle comunità coinvolte nel progetto. Fanno parte del progetto le seguenti organizzazioni ed istituzioni: ARCS – Arci Cultura e Sviluppo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Corporación Viva la Ciudadanía, Vice Presidenza della Repubblica della Colombia - Programa Presidencia de Derechos Humanos y Derecho Internacional Humanitario, Dipartimento del Cauca e Comune di Firenze. leggi tutto chiudi

Obiettivo principale

L'azione intende consolidare il protagonismo delle donne nella costruzione della pace attraverso il rafforzamento del dialogo tra lo Stato e le organizzazioni delle donne nei quattro dipartimenti di Chocò, Valle del Cauca, Sucre e Cauca. Eliminare la disparità di genere nel campo della educazione primaria e secondaria, preferibilmente entro il 2005, e in tutti i livelli educativi entro il 2015 (t1), in riferimento all’OSM num.3.

Dati dell'iniziativa

Numero dell'iniziativa 010156
Scopo Women's equality organisations and institutions
Settore I.5.a. Government & Civil Society-general, Total

Soggetti

Finanziatore MAE - Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo
Autorità locale Vicepresidenza della Repubblica di Colombia
Responsabile in loco alessandra.ferrara@esteri.it
Altri finanziatori ARCS - ARCI CULTURA E SVILUPPO, 343235.0

Beneficiari

Le beneficiare del progetto, circa 420 donne nell’arco dei tre anni, fanno parte di organizzazioni della società civile delle zone interessate dal progetto ed avranno il compito, al termine del processo, di condividere la loro esperienza con le loro comunità di origine.

Il 100,0% dei beneficiari sono donne.
Titolo € Impegnati € Erogati
DONNE ORGANIZZATE PER LA COSTRUZIONE DI UNA SOCIETA' DELLA PACE 798.600 511.340
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Minacce dei paramilitari contro i leader nazionali e locali delle organizzazioni della società civile colombiana.

Ad inizio di settembre del 2014 sono state recapitate alcune lettere contenenti minacce di morte alle principali organizzazioni della società civile colombiana. I destinatari della minaccia che le autorità colombiane hanno ritenuto più pericolosa sono stati 91 leader di organizzazioni sia nazionali che internazionali. Le lettere sono state mandate su carta intestata delle “Aguilas Negras”, una formazione narcoparamilitare che opera su tutto il territorio colombiano dal 2006, e intimava agli operatori sociali di cessare le proprie attività e di espatriare, pena la morte. Almeno 9 delle persone vittima di queste minacce lavorano direttamente al progetto “Donne organizzate per la costruzione di una società della Pace (DOCP)”, sia a livello nazionale che locale.

Azioni svolte

Per far fronte a queste minacce sono state adottate tutte le misure preventive e di sicurezza che lo Stato colombiano garantisce, tra le quali una serie di riunioni e comunicati pubblici delle autorità e il conferimento di una scorta armata statale ai dirigenti che sono ritenuti maggiormente in pericolo. Inoltre l’organizzazione ARCS ha messo in moto sul piano internazionale alcune misure di lobbying sia con il corpo diplomatico italiano a Bogotá sia con le organizzazioni internazionali, affinché venga garantito il libero svolgimento delle attività della società civile e l’incolumità degli operatori sociali, facendo pressione sulle autorità colombiane. Tanto l’Ambasciata Italiana a Bogotá come le organizzazioni internazionali si sono dimostrate molto disponibili e rapidamente hanno accolto le nostre richieste inviando comunicazioni ufficiali alle autorità colombiane e manifestando la loro più amplia solidarietà con le vittime di queste minacce.

Complessità di concertazione con le organizzazioni locali.

Questa fase del progetto è risultata più lunga del previsto ed in alcuni casi, come per le organizzazioni in Cauca e Valle del Cauca, più complessa. Questo è dovuto principalmente al fatto che in queste zone del Paese le esigenze della società civile, soprattutto quella femminile, sono maggiori e concernono diverse sfaccettature sociali. Per esempio, in Valle del Cauca le tematiche da affrontare sono anche quelle dei diritti delle popolazioni indigene e dello sfruttamento minerario della zona.

Azioni svolte

Per arginare questo punto critico si è deciso di dare la maggiore garanzia di partecipazione possibile a tutte le organizzazioni territoriali interessate al processo e di accogliere la richiesta di un ampliamento delle tematiche da affrontare nei workshops, in conformità con le linee guida già presenti all’interno del testo del Progetto. Proprio per cominciare il progetto nella maniera più partecipata e democratica possibile e per aumentare l’appropriazione del processo da parte delle beneficiarie, si è ritenuto opportuno non forzare le tempistiche e rispettare i tempi democratici e partecipativi delle organizzazioni di base. Questo ha fatto sì che la fase di concertazione con le organizzazioni locali si sia dilungata maggiormente rispetto a quanto preventivato, ma d’altro canto ci ha permesso di rafforzare il rapporto con le beneficiarie del progetto e di porre quelle basi di fiducia e condivisione che ci permetteranno di affrontare tutto il progetto in maniera più fluida e profonda.

Evoluzione sul terreno del conflitto armato interno.

Il caso più eclatante di come questo fattore abbia influito sullo sviluppo della prima annualità di progetto è stata la detenzione del generale Alzate e la conseguente intensificazione delle operazioni militari in Chocò. Nel mese di novembre del 2014 il generale dell’esercito Ruben Dario Alzate, fatto prigioniero dalle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia FARC-EP nel Dipartimento del Chocò. Questo ha scatenato una serie di reazioni quali il potenziamento della militarizzazione della regione e la sospensione dei negoziati di Pace a La Habana. Fino alla liberazione unilaterale dell’alto ufficiale dell’esercito da parte della guerriglia qualsiasi attività civile nella regione è stata sconsigliata. Infatti, le attività previste in Chocò, pianificate inizialmente nei giorni 1-2 di dicembre 2014 a Riosucio sono state rinviate di alcune settimane per il mancato raggiungimento dei requisiti minimi di sicurezza, tanto per le beneficiare del progetto come per i membri della nostra organizzazione partner che avrebbero dovuto recarsi nel territorio per realizzare le attività pedagogiche.

Azioni svolte

In questo caso si è ritenuto opportuno mantenere il massimo grado di sicurezza per le beneficiarie e per il personale del progetto anche se ha significato il ritardo delle attività.

Difficoltà di interlocuzione con le autorità locali a causa delle prossime elezioni amministrative.

La campagna elettorale attualmente in corso non ha permesso di stabilire un efficace e duraturo rapporto di collaborazione con le autorità locali, che attualmente si trovano alla fine del loro mandato legislativo. Questo ha reso più complessa, in un primo momento, la negoziazione dell'attività del “Tavolo di Dialogo” con le autorità locali nei tempi definiti dal progetto.

Azioni svolte

Riteniamo che le future elezioni politiche possano aiutarci nella realizzazione delle nostre attività, se pur con un piccolo ritardo, offrendoci l’opportunità di coinvolgere i/le futuri/e candidati/e alle elezioni sulle tematiche di interesse del progetto (Piani di Sviluppo locali, conflitto armato, negoziati di Pace, risoluzione pacifica dei conflitti, sostenibilità ambientale, politiche pubbliche a favore delle/dei Cittadine/i ecc..). Attraverso il coinvolgimento dei/lle candidati/e in iniziative di dibattito pubblico si ritiene possibile che vengano recepite alcune proposte delle beneficiarie del progetto. Questa attività ci permette di incidere direttamente e in modo efficace nei programmi politici tanto a livello regionale come nelle singole località.

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