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La Cooperazione allo Sviluppo italiana

La nuova legge sulla cooperazione (la l. 125 del 2014) ridisegna completamente la governance della Cooperazione italiana. Istituisce la figura di un Vice ministro alla cooperazione, un tavolo di coordinamento tra i Ministeri (il Comitato interministeriale della cooperazione allo sviluppo) per assicurare maggiore “coerenza” all’azione dell’Italia in questo campo, individua la Cassa Depositi e Prestiti come vera e propria “banca dello sviluppo” italiana, dando alla cooperazione un suo strumento finanziario dedicato.

Soprattutto la riforma dà vita all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo con l'ambizione di allineare l'Italia ai principali partner europei e internazionali nell'impegno per lo sviluppo. L'Agenzia è un modello impiegato in tutti i principali paesi europei e deve rispondere all'esigenza di una cooperazione più professionale e innovativa, con il necessario grado di flessibilità degli strumenti in uno scenario che è in continuo mutamento. L'Agenzia ha la sua sede centrale a Roma, una sede a Firenze e 17 sedi all'estero per il monitoraggio, l'implementazione e l'analisi sul terreno delle esigenze di sviluppo dei Pesi partner. Il compito dell'Agenzia è quello di svolgere le attività di carattere tecnico-operativo connesse alle fasi di istruttoria, formulazione, finanziamento, gestione e controllo delle iniziative di cooperazione internazionale.

In termini di aree tematiche e settori le priorità sono: ambiente e beni comuni, con particolare attenzione allo sviluppo rurale, all’agricoltura biologica o convenzionale, alla ricerca di fonti alternative e rinnovabili; le politiche di genere e in particolare l’empowerment delle donne, accanto ai tradizionali interventi sulla salute e sull’educazione. L’Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps), in termini quantitativi, non è la fonte principale di finanziamento dello sviluppo. Apporti più consistenti derivano dalla mobilitazione delle risorse interne dei Pvs, dagli investimenti esteri, dalla partecipazione al commercio internazionale.

L’Aps, in particolare nei Paesi meno avanzati, svolge peraltro un ruolo essenziale di sostegno agli sforzi fatti localmente per adeguare le istituzioni e i mercati, affinché sappiano cogliere le opportunità di sviluppo offerte dai processi di globalizzazione e, al tempo stesso, proteggere le fasce più deboli della popolazione. I partner con cui la Dgcs collabora per realizzare le iniziative finanziate sono: Ministeri, Enti pubblici centrali e locali, Università, Ong, imprese, Unione Europea, Organizzazioni internazionali e Paesi in via di sviluppo.